MILANO, UN MINUTO PRIMA
nuove visioni di città
Milano. Vivo in una città occupata da gente occupatissima.
Camminano tutti svelti, guardano le donne solo dopo le nove
di sera. Questa città si sveglia ogni giorno un minuto prima.
Marcello Marchesi
Giovedì 23 giugno alle 18.30 inaugura, presso la Fondazione Forma per la Fotografia, la mostra “Milano, un minuto prima. Nuove visioni di città”.
La città di Milano è il denominatore comune degli scatti raccolti in occasione della mostra che Forma ospiterà durante l’estate 2011.
Un progetto espositivo nuovo non solo nel contenuto,ma anche nella sua struttura, sono quattro i curatori coinvolti, Matteo Balduzzi, Arianna Rinaldo, Giulia Tornari e Francesco Zanot e 12 i progetti fotografici selezionati.
Gli autori in mostra, non solo milanesi e non solo italiani, propongono sia lavori nati appositamente per questa esposizione, sia percorsi fotografici nati da riflessioni già in fieri sull’argomento.
Il progetto diventa una sorta di osservatorio temporaneo che restituisce nell’insieme una visione complessa, articolata e insolita di questa città.
Milano si trasforma in un territorio da esplorare, da comprendere nelle sue emergenze sociali, nella struttura urbanistica, nei cambiamenti economici e nel tessuto umano che la percorre e la trasforma.
Matteo Balduzzi (curatore presso il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo), ha scelto tre progetti dove la città di Milano è lo spunto per una analisi che riguarda in realtà il concetto di città in generale, il suo svilupparsi nel tempo e la fitta rete di relazioni che la percorrono.
I vostri grattacieli / 2010 di Mirko Smerdel (Prato, 1978)
La scritta “I vostri grattacieli sono macerie prima ancora di essere costruiti”, trovata su una palizzata in legno durante la demolizione della Stecca degli Artigiani, è il punto di partenza della riflessione di Smerdel. A cavallo tra grafica e fotografia, l’autore associa a una serie di immagini raccolte sui media che rappresentano il quartiere negli anni, rendering e plastici dei nuovi edifici destinati a cambiare lo skyline di Milano e immagini di grattacieli del XIX e XX secolo nelle città del mondo.
QD / 2011
QD è un progetto collettivo in progress, realizzato da 15 fotografi distribuiti su tutto il territorio italiano.
Elena Givone, Marcello Mariana, Tommaso Perfetti, Anna Postano, Benedetta Alfieri, Alessandro Bambini, Filippo Brancoli Pantera, Claudia Ferri, Roberto Ape, Gabriele Rossi, Maurizio Esposito, Daniele Guadalupi, Giuseppe D’Alia, Maria Vittoria Trovato.
Gli autori intendono esplorare e raccontare in parallelo il proprio ambito urbano in una sorta di diario dove anche le loro cifre stilistiche personali tendono a nascondersi in favore di uno sguardo comune. QD nasce a Milano, ma, nei continui rimandi tra un progetto e l’altro, diventa un racconto dell’Italia, è espressione di quanto i paesaggi urbani arrivino sotto certi aspetti ad assomigliarsi tantissimo per poi diversificarsi di colpo, di come sia impossibile oggi pensare a una città senza considerare le vite e le infinite relazioni che la compongono.
Web Camera di Carlo Alberto Treccani (Brescia, 1984)
L’autore lavora sul concetto di spaesamento, la fonte delle sue immagini è la rete, i soggetti provengono da tutto il mondo, i luoghi sono molto spesso impossibili da identificare, eppure i suoi scatti sono composti, letteralmente, nella sua stanza a Milano.
Queste immagini spesso di bassa qualità, banali, mute sono però sempre più presenti nella nostra vita, ad esempio attraverso le webcam, popolano spesso i monitor dei computer, i social network e di conseguenza anche il nostro spazio abitato quotidiano.
Arianna Rinaldo (photo consultant per D-La Repubblica, direttrice di OjodePez, photo editor e curatrice freelance) ha selezionato tre fotografi che già operano sul territorio milanese. Le loro visioni offrono uno sguardo a tre livelli: l’orizzonte della strada e degli abitanti, l’underground e la visione più nascosta e lo sguardo rialzato, quasi artificiale, che ci rivela ciò di cui non ci accorgiamo.
Piccoli eroi di Edoardo Delille (Firenze, 1974)
Delille ha una visione positiva del mondo, cerca sempre di raccontare piccole storie che rappresentano l’identità di un posto, colleziona così i ritratti di chi lo vive e lo anima cercando di ribaltare gli stereotipi comuni. Per Milano, Un minuto prima, in linea con il suo lavoro di documentazione, si trova a mappare gli spazi occupati nel tempo libero dagli abitanti di Milano nella loro varietà e diversità.
Grandi opere di Giovanni Hanninen (Helsinki, 1976)
Il suo progetto prende le mosse dalle “grandi opere” del passato prossimo milanese che, con enormi volumetrie e grandi speranze, sono spesso incompiute o abbandonate. Tralasciando gli edifici più conosciuti, l’autore realizza un ritratto degli spazi in cui si muove la maggioranza dei cittadini, dalle nuove promettenti architetture costruite di recente ai quartieri dimenticati, con uno sguardo ai cantieri del prossimo Expo del 2015.
Città nascosta di Zoe Vincenti (Milano, 1975)
Zoe Vincenti spesso si interessa di storie intime, nascoste, personali. L’autrice entra in contatto con le persone e ci presenta le loro vite senza invaderle però. All’interno di Un minuto prima presenta un’esplorazione nella Milano underground, notturna, nascosta. È una finestra aperta su passioni, ossessioni, mondi e identità che spesso non vivono alla luce del sole, ma che convivono con noi nella nostra città.
Giulia Tornari (Responsabile dei fotografi di Contrasto) ha selezionato tre fotografi che si cimenteranno in nuove produzioni pensate ad hoc per la mostra di Forma.
Deriva di Alessandro Imbriaco (Salerno, 1980)
Per Milano, un minuto prima estenderà il lavoro che sta realizzando sulla città di Roma: una mappatura discontinua dei modelli abitativi alternativi presenti nel territorio. Un ripensamento del concetto di abusivismo inteso anche come trasformazione del luogo stesso, delle sue funzioni e del suo assetto estetico, come generatore di “detournement”, di “derive” non integrabili nell’illusione di un piano regolatore.
Islam nascosto di Nicolò Degiorgis (Bolzano, 1985)
Di formazione documentaria, Degiorgis, osserva come le minoranze marginalizzate riescano a crearsi i propri spazi all’interno della società.
Esiste una sola moschea ufficiale in Italia, nonostante una popolazione musulmana in continuo aumento. Si osserva però una proliferazione di luoghi di culto improvvisati (capannoni, seminterrati, garage e supermercati), Degiorgis ha catturato lo spirito delle comunità islamiche in molte città italiane e continuerà la sua indagine nel territorio milanese cercando di raccontare come vivono la fede i musulmani che vivono nel territorio del capoluogo lombardo.
Credimi di Maurizio Cogliandro (Roma, nel 1979)
In occasione della mostra di Forma continuerà il suo viaggio ideale in un’Italia nascosta e personale, dove il vissuto è fatto di piccole vicende, di incontri inaspettati, paesaggi urbani e relazioni intime. La necessità che lo spinge è quella di interpretare Milano aldilà del nostro tempo, oltre la memoria e la tradizione.
Francesco Zanot (Curatore e responsabile delle attività didattiche di Forma) ha selezionato tre progetti molto diversi per punto di vista ma anche per mezzo con il quale prendono vita.
Cartoline da Milano di Fabrizio Bellomo (Bari, 1982)
Gli scatti di Fabrizio Bellomo ritraggono immagini della città e i chioschi di giornali dove solitamente queste immagini vengono vendute.
L’autore per Milano, un minuto prima presenta delle vere e proprie cartoline che verranno distribuite ai visitatori che porteranno con sé un pezzettino della mostra, inoltre sul retro di ognuna cartolina ci sarà un codice che rimanderà ad un filmato, in questo modo il pubblico potrà “proseguire” la visita della mostra anche al di fuori delle sale di Forma.
Outside My Door di Massimiliano Foscati (Milano, 1970) e Bernd Kleinheisterkamp (Germania, 1973)
Outside My Door è progetto iniziato nel 2010 che prevede riprese fotografiche realizzate da Kleinheisterkamp nel quartiere milanese di Precotto dove Foscati vive.
Quello che viene presentato è un diario al contempo visivo e scritto, dove le parole di Foscati accompagnano gli scatti di Kleinheisterkamp, due voci che dialogano sullo stesso quartiere e di cui restituiscono un’immagine articolata e multiforme.
Nothing To See Here
E’ un magazine di cultura visuale a cura di Francesco Jodice nato e sviluppato all’interno del Master in Photography and Visual Design organizzato da Fondazione Forma per la Fotografia e NABA - Nuova Accademia di Belle Arti. Ogni numero è dedicato all’investigazione di uno specifico argomento legato al territorio, la sua realtà attuale, le sue aberrazioni, la sua inafferrabile complessità. A Milano, Un minuto prima viene presentata in anteprima una maquette del terzo numero, dedicato a “La fine del mondo”, mentre i numeri precedenti saranno messi a disposizione dei visitatori per la libera consultazione.
La Fondazione Forma per la Fotografia, creata da Contrasto, si avvale della collaborazione di Corriere della Sera e ATM che ospita FORMA all’interno dello storico deposito dei tram del quartiere Ticinese.
FORMA si avvale dell’indispensabile partecipazione di Canon Italia oltre che del supporto di Coop e Fastweb.
Fondazione Forma per la Fotografia
Milano, Piazza Tito Lucrezio Caro, 1
www.formafoto.it
Milano, un minuto prima
Dal 24 giugno 18 settembre
Tutti i giorni dalle 11 alle 21
Giovedì e Venerdì fino alle 23. Chiuso il Lunedì
Costo biglietto: 7.50 euro Ridotto 6 euro Scuole 4 euro
Per informazioni: 02 58118067
Ufficio Stampa Forma
Laura Bianconi
stampa@formafoto.it
lbianconi@formafoto.it
tel. 0258118067
Segnalazione pubblicata il 13 maggio 2011 e archiviata in Fotografia, Lombardia, Mostre.



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